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	<title>Francesco Camarlinghi - Web Design &#38; Development &#187; Varie</title>
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		<title>Case Study: Vivai Chiostri</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 00:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Camarlinghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[identità aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[sito internet]]></category>
		<category><![CDATA[vivai chiostri]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del case study per il mio ultimo lavoro: identità aziendale e sito internet per Vivai Chiostri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="post-image"><a href="/it/portfolio/vivai-chiostri/" title="Case Study: Vivai Chiostri"><img src="http://www.francescocamarlinghi.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/casestudy-vivaichiostri.jpg" width="570" height="250" alt="Case Study: Vivai Chiostri" /></a></div>
<p><strong>Aggiornamento:</strong> il sito internet è finalmente <a href="http://www.vivaichiostri.com" title="Visita il sito internet di Vivai Chiostri">online</a>.</p>
<p>Ho appena finito di <a href="http://www.francescocamarlinghi.com/it/portfolio/vivai-chiostri/" title="Case Study: Vivai Chiostri">aggiornare il portfolio</a> con il mio ultimo lavoro, consistito nella creazione dell&#8217;<strong>immagine aziendale</strong> e del <strong>sito internet</strong> per un piccolo vivaio di olivi: Vivai Chiostri.</p>
<p>Come per gli altri lavori anche in questo caso troverete una <strong>descrizione della realizzazione del progetto</strong>, dalle fasi preliminari a quelle di realizzazione pratica. L&#8217;analisi di questo lavoro è tuttavia molto più completa ed interessante rispetto alle altre, tanto che mi sento di definirla un vero e proprio <span class="italic">case study</span>.</p>
<p>Riporto un piccolo estratto:</p>
<blockquote><p>
Essendo una piccola realtà a conduzione familiare, Vivai Chiostri ha visto in internet un possibile sistema per <strong>sganciarsi dal sistema dei grossisti</strong> ed arrivare a vendere le proprie piante direttamente all&#8217;utente finale.</p>
<p>[...]</p>
<p>Dopo alcune analisi, considerato il tipo di attività e lo scopo da raggiungere, ho deciso che l&#8217;immagine aziendale avrebbe duvuto ruotare intorno a queste linee guida principali:</p>
<ul>
<li>richiamare un ideale di <strong>eleganza e classicità</strong> legato alla pianta di olivo, senza essere per questo <span class="italic">vecchio</span> e senza spaventare il cliente con l&#8217;idea costo troppo elevato;</li>
<li><strong>rassicurare il cliente</strong> informandolo sulla gentilezza e cordialità propria di una piccola azienda;</li>
<li>rendere esplicita l&#8217;attività dell&#8217;azienda e alcune caratteristiche uniche della cura risposta nella crescita delle piante;</li>
<li>essere <strong>piacevole e chiaramente identificabile</strong> tra le identità delle altre aziende di settore.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Dopo aver <a href="http://www.francescocamarlinghi.com/it/portfolio/vivai-chiostri/" title="Case Study: Vivai Chiostri">letto</a> l&#8217;analisi, non scordatevi di aggiungere un commento con i vostri pareri e suggerimenti!</p>
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		<title>Benvenuti sul Nuovo Sito!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 21:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Camarlinghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[benvenuto]]></category>
		<category><![CDATA[minifloppy.it]]></category>

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		<description><![CDATA[
Salve e bentrovati!
Sono Francesco Camarlinghi, conosciuto online come minifloppy. Sono uno studente universitario, web designer e web developer freelance, videogiocatore incallito e level designer provetto. Per avere più informazioni ed una lista completa delle mie competenze date pure un&#8217;occhiata alla pagina chi sono e non esitate a contattarmi!
Portfolio &#038; Freelancing
Questo sito nasce in primo luogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="post-image"><a href="http://www.francescocamarlinghi.com/it/blog/misc/benvenuti-sul-nuovo-sito/" title="Benvenuti!"><img src="http://www.francescocamarlinghi.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/welcome.jpg" alt="Welcome doormat" title="Benvenuti!" width="570" height="250" /></a></p>
<h2>Salve e bentrovati!</h2>
<p>Sono <em>Francesco Camarlinghi</em>, conosciuto online come <em>minifloppy</em>. Sono uno studente universitario, <strong>web designer</strong> e <strong>web developer</strong> freelance, videogiocatore incallito e <strong>level designer</strong> provetto. Per avere più informazioni ed una lista completa delle mie competenze date pure un&#8217;occhiata alla pagina <a href="http://www.francescocamarlinghi.com/it/about-me/" title="Chi sono?">chi sono</a> e non esitate a <a href="http://www.francescocamarlinghi.com/it/contact/" title="Contattami!">contattarmi</a>!</p>
<h2>Portfolio &#038; Freelancing</h2>
<p>Questo sito nasce in primo luogo come mezzo per farmi conoscere e pubblicizzare la mia neonata attività di <strong>sviluppatore web freelance</strong>. In particolare, nella sezione <a href="http://www.francescocamarlinghi.com/it/portfolio/" title="Visita il mio portfolio!">portfolio</a> troverete <strong>una selezione dei lavori</strong> da me realizzati negli ultimi anni in modo da avere un&#8217;idea più precisa della mia attività. Per ogni progetto è presente una sintesi dell&#8217;approccio che ho utilizzato durante lo sviluppo, dall&#8217;analisi iniziale delle richieste del cliente fino al risultato finale. Attualmente sono presenti soltanto alcuni progetti, altri verranno aggiunti nel corso dei prossimi giorni.</p>
<h2>Blog</h2>
<p>Il sito tuttavia non nasce soltanto come vetrina per il mio lavoro, ma eredita lo scopo ed i contenuti del mio vecchio sito <a href="http://www.minifloppy.it" title="www.minifloppy.it">www.minifloppy.it</a>, da me cruelmente abbandonato negli ultimi mesi e che ora rinasce con una nuova identità grafica e novità per quanto riguarda i contenuti.</p>
<p>Attraverso il <strong>blog</strong> che adesso state leggendo cercherò di fornire il mio punto di vista sulle vicende legate ad internet, alla tecnologia, alla mia attività lavorativa, ai miei desideri, alla mia vita, ai cartoni animati&#8230; Ok, in realtà il blog parlerà principalmente del web e di tutto ciò che gli ruota attorno, con sporadiche fughe verso quello che sta diventando il mio principale passatempo: la grafica 3D applicata ai videogames. :-)</p>
<p>Il blog sarà curato principalmente in lingua italiana, con pochi sporadici interventi tradotti in inglese. Tutti gli altri contenuti sono comunque multilingua, comprese le analisi dei progetti contenuti nel portfolio.</p>
<p>Tutto il sito è nuovo e realizzato con <a href="http://www.wordpress.org" title="Wordpress">Wordpress</a>, CMS molto versatile e potente, ma a volte ostico da modificare per i propri scopi. Se vi accorgete di un problema o di un malfunzionamento non esitate a <a href="http://www.francescocamarlinghi.com/it/contact/" title="Contattami!">contattarmi</a>.</p>
<p>Grazie per la visita e non dimenticate di tornare nei prossimi giorni per vedere le novità! Nel frattempo sentitevi liberi di dare un&#8217;occhiata in giro e di aggiungermi sul vostro social network preferito. A presto.</p>
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		<title>Linux? No, Grazie.</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 13:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Camarlinghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[HTPC]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune esperienze e riflessioni maturate durante l'utilizzo di Linux su di un Home Theater PC.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni sto cercando di prendere un po&#8217; di familiarità con Linux, in particolare <a href="http://www.ubuntu.com" title="Ubunto Website">Ubuntu</a>, per la configurazione del mio Home Theather PC.</p>
<p>Il problema è che più tempo ci passo, più mi accorgo di quanto Linux non sia ancora pronto per la maggior parte degli utenti: anche la configurazione della funzionalità più banale diventa subito un problema, che richiede ore passate davanti a terminali, a richieste di autorizzazione e permessi vari, a file di configurazione e così via.</p>
<p>Prima di continuare ci tengo a precisare che questo intervento non deve essere letto come una difesa sfegatata di Windows. Non ho volutamente fatto confronti per evitare commenti di sostenitori Microsoft entusiasti da un lato o di fan di Linux scontenti dall&#8217;altro. In realtà Windows non mi piace molto come sistema operativo per i suoi errori, malfunzionamenti e filosofia di base, anche se ha indiscutibilmente alcuni pregi come la semplicità di utilizzo e, dopo anni di patch, una stabilità abbastanza elevata (parlo di Windows XP).</p>
<h2>Il lettore CD</h2>
<p>L&#8217;esempio forse più semplice da spiegare, ma che mostra quanto Linux sia poco user-friendly, riguarda il lettore CD. Più precisamente: aprire il lettore CD direttamente con il suo tasto quando un disco è inserito all&#8217;interno. E&#8217; impossibile. O meglio è impossibile se prima non si è smontato manualmente il volume con umount oppure con Click Dx -> Unmount.<br />
Il motivo di tutta questa complessità? Ho provato a <a href="http://www.google.com/search?hl=en&#038;safe=off&#038;rlz=1B3GGGL_enIT215IT215&#038;q=automatic+unmount++linux&#038;btnG=Search&#038;aq=t">chiedere</a> al fedele Google (sperando magari di trovare una soluzione che non richiedesse operazioni mitologiche come la ricompilazione del kernel). I primi 10 risultati sono discussioni su forum e gruppi di supporto in cui altri utenti sentivano la mia stessa necessità. Male. Nessun risultato sui siti ufficiali delle distrubuzioni. Scorro un po&#8217; i post e la risposta diventa sempre più chiara: non esiste una soluzione semplice. Chi consiglia di utilizzare autofs e rimanda a una <a href="http://www.linux.org/docs/ldp/howto/Automount.html" title="Automount Guide">guida</a> di 8 pagine, chi si rassegna e spiega che smontare i supporti è un&#8217;operazione di routine che bisogna imparare a fare, chi dice che bisognerebbe ricompilare (!!) il kernel con un modulo aggiuntivo, chi tira in ballo i principi per cui una tale procedura è stata creata: proteggere i supporti in fase di lettura e scrittura, evitando aperture accidentali del lettore: ora, mettiamo anche di premere accidentalmente il tasto e di aprire il lettore. Non credo che il computer salti in aria.</p>
<p><span id="more-301"></span>La mancanza poi di procedure guidate è purtroppo una costante in Linux. Qualche passo in questa direzione è stato fatto come dimostrano i vari wizard di Ubuntu ma l&#8217;obiettivo comunque sembra tutt&#8217;altro che raggiunto. Se gli “smanettoni” magari non ne sentono il bisogno, questo non vuol certo dire che valga altrettanto per l&#8217;utente normale.</p>
<h2>MythTV</h2>
<p>Un esempio? L&#8217;installazione di <a href="http://mythtv.org/" title="MythTv">MythTv</a>, software abbastanza maturo e stabile, ma terribilmente difficile da configurare. Per fortuna durante il setup l&#8217;interfaccia grafica di Ubuntu trova tutte le dipendenze dei pacchetti richiesti (non oso nemmeno immaginare cosa significherebbe farlo a mano) e l&#8217;operazione termina correttamente. Nell&#8217;installazione di MythTv non sono inclusi però lirc (il demone per gestire il telecomando della scheda TV) e altre utilità che andranno quindi installate manualmente. Terminata l&#8217;installazione di tutto il software necessario, provo a far partire il frontend di MythTv ma, orrore e raccapriccio, non funziona! Non resta altro che cominciare ad aggirarsi fra i file di configurazione di MySql e MythTv. Dopo decine di sudo gedit nome-file, alla fine, grazie anche a varie ricerche su internet, l&#8217;arcano viene svelato: MythTv per qualche motivo non aveva capito bene la password usata da MySql. Quindi ora non resta che cercare nella documentazione di MySql i comandi per il login dell&#8217;utente root e per cambiare le password degli altri utenti.</p>
<h2>Samba</h2>
<p>Ancora: <a href="http://us1.samba.org/samba/" title="Samba">Samba</a>, programma che serve a collegare in rete computer Windows ad altri con Linux. Si tratta anche questo di software maturo, giunto ormai alla versione 3 e che ha richiesto molti sforzi per essere realizzato, visto che è stato necessario il reverse-engineering di alcuni protocolli gelosamente custoditi sotto chiave da Microsoft per salvaguardare il proprio regime di monopolio, atteggiamento per cui l&#8217;azienda è stata prima richiamata, poi multata ed infine multata nuovamente poco giorni addietro dall&#8217;antitrust europeo.<br />
Pur apprezzando il lavoro dei molti programmatori ed ingegneri coinvolti nel progetto, rimango nuovamente perplesso nel constatare come non esista un&#8217;interfaccia grafica dedicata alla gestione del server Samba. Ancora una volta bisogna ricorrere al terminale, all&#8217;editing dei file di configurazione e al riavvio manuale del demone.</p>
<p>Volendo anche tralasciare quanto la scelta di non avere un&#8217;interfaccia grafica funzionale ed unica sia anacronistica per un sistema desktop, è impossibile non notare come gestire tutto da linea di comando sia difficile se prima non si è letta tutta la documentazione ufficiale e non. Mentre la soluzione è procedere per tentativi, l&#8217;unico risultato certo di questo approccio in un ambiente domestico sarà la frustrazione dell&#8217;utente e il successivo abbandono dell&#8217;operazione (o del sistema operativo direttamente).</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Quello che la comunità Linux non ha ancora capito è che alla maggior parte delle persone che usano un computer non interessa sapere che esistono 15 ambienti desktop come Gnome, KDE, Xfce4, ecc., basta che ce ne sia uno che funziona bene. Non gli interessa perdersi fra i file contenuti in /etc, purché ci sia un&#8217;interfaccia grafica che permetta di fare altrimenti. Non gli interessa conoscere a memoria tutti i comandi della console di sistema, se non si rendesse necessario per la carenza cronica di alternative. All&#8217;utente medio interessa semplicemente che il computer funzioni, con il minor sforzo possibile.</p>
<p>Nei giorni scorsi ho letto un intervento su un blog (purtroppo ho perso il link), che rimproverava a Ubuntu di essere troppo facile da usare. Ma come? mi chiedo io. In realtà quello che può sembrare un controsenso è condiviso da una larga fetta delle persone appartenenti alla comunità Linux e di cui, evidentemente, l&#8217;autore fa parte. Persone che si sentono membri esclusivi di una ristretta cerchia, un élite, la cui condizione privilegiata deriverebbe dal conoscere a menadito ogni possibile configurazione o comando da tastiera. Gli “utonti” che usano “winzoz” di “M$” sono i loro acerrimi nemici.</p>
<p>E forse è questo il problema principale. Forse la comunità ha capito che rendendo le cose più semplici più utenti passerebbero a Linux, ma non vuole muoversi in questa direzione per mantenere il proprio “status”. Di sicuro, comunque, rimane il fatto che Linux non è ancora pronto per l&#8217;utente medio o, per lo meno, non per me.</p>
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		<title>Internet Tax: Come Ci Faranno Stare Zitti</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 13:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Camarlinghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Tax]]></category>

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		<description><![CDATA[Commenti sull'ultima malefatta, passata finora sotto silenzio, del nostro Governo: la Internet Tax.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena letto una <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327" title="Il Governo vara la Internet Tax">notizia</a>, a cui rimando per ulteriori informazioni e commenti, su Punto Informatico che è a metà tra il preoccupante e il grottesco.</p>
<p>L&#8217;argomento è la <em>Internet Tax</em>, un provvedimento varato dal Governo in tema di editoria. Cosa prevede? E&#8217; presto detto: <q class="bold">qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC</q> (Registro degli operatori di Comunicazione).</p>
<p>Il primo impatto di una normativa del genere sarà la chiusura della maggior parte dei blog e dei siti di informazione che pubblicano materiale editoriale, sia con cadenza regolare (ad es. quotidianamente) che irregolare (un testo ogni tanto), facendo di fatto retrocedere la rete italiana ad un livello medioevale. Oltre ad impoverire la cultura <em>libera</em> che circola ormai da anni sulla rete, un decreto come questo colpirà duramente il mercato interno relativo a servizi di hosting, innescando la &quot;fuga&quot;, dettata dalle leggi della sopravvivenza, dei nostri siti internet all&#8217;estero.</p>
<p>Ma la cosa che più colpisce è la motivazione per cui il provvedimento è stato presentato: <strong>difendere dalla diffamazione</strong>. Ovviamente questa non è che la facciata di una manovra che porterebbe nelle tasche dell&#8217;erario non pochi soldi e consentirebbe ai nostri cari politici di poter evitare di confrontarsi con le molte critiche e provocazioni che ogni giorno piovono loro addosso da internet.</p>
<p>Poveretti, come non capirli? Effettivamente ammettere (senza quindi far polemica) i propri errori quando te li fanno notare non è lavoro da poco (Mastella mi senti?), soprattutto per chi ha un compito modesto come quello di guidare un&#8217;intera nazione. Compito modesto, direi, quanto il loro stipendio e la loro età media.</p>
<p>La soluzione, quindi, per non dover rendere conto a nessuno è sempre la solita, vecchia ma funzionale: la censura. Ed è proprio quello che stanno cercando di attuare piano piano sia con questa proposta, che con altre precedenti (chi si ricorda la legge Urbani?) e, magari, con altre future.</p>
<p>Quello che comunque è chiaro e sotto gli occhi di tutti è come i nostri politici, senza distinzioni di partito o ideologia, abbiano fatto il loro tempo e assomiglino sempre più a dinosauri in una cristalleria, lontani oramai non solo dalle esigenze quotidiane (on-line e non) dei cittadini, ma anche da quel minimo di decenza ed umiltà necessarie per ricoprire cariche così importanti.</p>
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